Una maglietta rossa per fermare l'emorragia di umanità

Sabato 7 luglio, indossiamo una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà

| di comunicato stampa
| Categoria: Attualità
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La Fondazione San Nicola Greco aderisce con convinzione all’iniziativa
dell’ Associazione “Libera” di don Luigi Ciotti denominata “Una maglietta
rossa per fermare l’emorragia di umanità” in programma per Sabato 7 Luglio.*

*Con questo torniamo a ribadire la centralità, in un vivere che voglia
dirsi umano, dei valori del rispetto della dignità di ogni uomo,
dell’incontro, dell’accoglienza, volti di quella giustizia di cui la nostra
società ha fame e sete.*

*In un tempo in cui sembrano predominare la paura e la violenza e in cui
torna ad affacciarsi la barbarie di quell’odio razziale che ha dato origine
alle grandi tragedie del Novecento, sentiamo il dovere di dire che ogni
uomo è cittadino di questa Terra e che tutti hanno diritto ad una vita
libera e dignitosa. Il clima di odio, scientemente fomentato,   non può che
allarmarci e chiederci di dare un segno di condivisione, di umanità e di
speranza.

APPELLO  DI  LIBERA

Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi,
che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi
d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei
bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del
Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto
nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo.
Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle
coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella
speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei
soccorritori.

Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il
problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e
per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi
presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza
e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo
cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L’Europa
moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità.
Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una
maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni
degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio
dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove
riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini.

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