PERCHÉ CHIAMARLI MIGRANTI E NON CLANDESTINI? - Ovvero l'importanza delle parole

A partire dalla domanda di un nostro lettore abbiamo voluto far chiarezza su alcuni termini riguardanti l'immigrazione.

| di Silvia Garzarella
| Categoria: Storia
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Quello dell'immigrazione è un tema attuale e decisamente complesso, non solo dal punto di vista umano e politico ma anche da quello linguistico, spesso infatti non aver ben chiare le differenze tra alcuni termini fondamentali può far cadere in inganno chi, con una parola, va a connotare, anche negativamente, esseri umani. Proprio per questo abbiamo voluto far chiarezza sul significato di alcuni termini fondamentali riguardanti l'ambito dell'immigrazione.

  1. IMMIGRATO/MIGRANTE:

Per definizione immigrato è chi provenendo da un paese straniero si sia temporaneamente o definitivamente stabilito, per sua volontà, in un luogo, in questo caso l'talia.

  • Viene definito IMMIGRATO REGOLARE chi:

- esibisce il passaporto o altro documento di viaggio

- esibisce il visto di ingresso per

--> soggiorni di breve durata (fino a 3 mesi)

--> soggiorni di  lunga  durata che comportano la concessione di un permesso di soggiorno (di lunga durata)

--> soggiorni inferiori a tre mesi sono considerati validi i visti rilasciati da autorità diplomatiche di altri Stati con i quali l'Italia ha ratificato accordi, o in base a norme comunitarie

 

  • Viene definito IMMIGRATO IRREGOLARE chi:

- è entrato regolarmente in Italia ma ha perso i requisiti necessari per il soggiorno;

- non è entrato regolarmente in Italia (vi è entrato senza documenti: passaporto o documento di riconoscimento e visto);

- non ha lasciato il paese di ingresso a seguito di espulsione;

Lo straniero che raggiunge in modo irregolare l'Italia viene respinto alla frontiera oppure, se già entrato nel territorio nazionale, viene espulso, a meno che non debba essere trattenuto in uno dei centri per l'immigrazione per accertarne identità e/o nazionalità.

 

      2. CLANDESTINO

In Italia CLANDESTINO è chi rimane nel paese dopo aver ricevuto un ordine di espulsione. Gli immigrati trattenuti nei centri di immigrazione non sono definibili clandestini in quanto, non hanno ancora ricevuto un ordine di espulsione.

 

     3. PROFUGO 

Chi si è allontanato dal Paese di origine per le persecuzioni o per una guerra.

 

     4. RIFUGIATO

Chi, a differenza del profugo, ha ricevuto dalla legge dello Stato che lo ospita (in questo caso l'Italia) o dalle convenzioni internazionali lo status di "rifugiato" e la relativa protezione attraverso l'asilo politico.

 

 

Fonti:

http://www.interno.gov.it/it/temi/immigrazione-e-asilo/modalita-dingresso ;

http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/C/clandestino.shtml ;

https://it.wikipedia.org/wiki/Rifugiato ;

http://archivio.internazionale.it/news/da-sapere/2013/06/20/che-differenza-ce-tra-profughi-e-rifugiati ;

http://www.cartadiroma.org/cosa-e-la-carta-di-roma/glossario/ ;

http://d.repubblica.it/attualita/2014/10/24/foto/campagna_le_parole_uccidono_migliorisipuo-2348378/1/ ;

Dizionario della Lingua italiana, Devoto/Oli.

Silvia Garzarella

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