Modesto e la scienza: tra poesia e divulgazione scientifica con i ragazzi di " Tra Scienza e Coscienza"

Una chiacchierata sullo stato di salute della divulgazione scientifica a partire dalla poesia " Li bacille".

| di Silvia Garzarella
| Categoria: Personaggi
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"Tra Scienza e Coscienza" è un blog creato e gestito da ragazzi guardiesi con la passione per la scienza ed il desiderio di farla conoscere non solo ad esperti e addetti ai lavori ma ad una fascia sempre più ampia di utenti in modo da farla uscire da laboratori ed università e fare informazione scientifica di livello a portata di tutti.

Proprio per questo abbiamo chiesto a loro di commentare la poesia "Li bacille" di Modesto Della Porta che di divulgazione scientifica parla eccome, dimostrando quanto, solo un secolo fa, il mondo della scienza, ed in particolare della medicina, fossero lontani dalla portata di tutti ed in grado di determinare disparità sociali inconciliabili e di come, ancora oggi, la divulgazione sia una missione per abbattere il velo di sfiducia e disinteresse che circonda la scienza.

"È interessante la dinamica entro cui si svolge la poesia, basti pensare che Modesto non si fida del dottore. Questo lo accomuna sicuramente alla nostra condizione attuale: si dà poco credito alla divulgazione scientifica, oggi come allora. La colpa del disinteresse non è solo delle persone, ma anche dei divulgatori scientifici che non riescono ad avvicinare la gente comune attraverso una comunicazione accessibile e fruibile da tutti. Modesto parla di un “cannocchiale” , ovvero un microscopio, screditando in modo simpatico gli strumenti utilizzati dallo scienziato, forse non sapendo che due anni prima della sua nascita, nel 1883, veniva effettuato da Filippo Pacini l'isolamento dei vibrioni del colera proprio grazie ad un “cannocchiale”. Storie coinvolgenti come quella di Pacini dovrebbero essere utilizzate per interessare il pubblico dei lettori e creare nel cittadino quella giusta curiosità scientifica che lo indirizzi verso una cittadinanza scientifica.

La diffidenza di Modesto nei confronti della scienza e della comunicazione era, allora come oggi, piuttosto comune. Dai tempi del Politecnico di Cattaneo in Italia si era già sviluppata la divulgazione scientifica, anche se ancora in modalità ancora troppo elitarie. Poco dopo nacque un periodico, il Sapere, nel cui primo numero scrisse anche Guglielmo Marconi, che permise alla divulgazione scientifica stessa di occupare un posto di rilievo. Modesto, come chi vive nel nostro secolo, dovrebbe lasciarsi andare alla scienza e credere di più in essa. Ricordando che la ricerca è una continua fonte di sorprese, scoperte e verità.

 

Nelle foto la prima parte della poesia "Li bacille" dal libro "TA-PU' LU TROMBONE D'ACCUMPAGNAMENTE E POESIE"

Silvia Garzarella

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